FOCUS ON: SEqueNZA CALEIDOSCOPICA POETICA TEATRANTE
15 anni fa moriva prematuramente Antonio Neiwiller, poeta, autore, attore, regista napoletano che attraversa tre decenni di ricerca teatrale italiana. Per ricordarlo, al Teatro Galleria Toledo di Napoli a marzo 2008, è andata in scena SEQUENZA, pièce composta dall’autore e regista teatrale Domenico Sabino, di cui riportiamo qui un breve estratto.
SEqueNZA CALEIDOSCOPICA POETICA TEATRANTE
di Domenico Sabino
Spaparanze sti llastre ‘e stu balcone…
arape tutt’ ‘e fenestelle…
p’arint’ ‘e ssencature….
ffa’ trasì aria doce,
fina-fina…. ‘nfosa…
aria pulita-pulita…
cumme ‘a nu balsamo-conforto
unguento….
….int’a stu triatre-letamaio….
Hypokrites jate ‘nfunno e lassateme resciatà…
Who’s there?…
Chi è là? Chi ‘nce sta lloco??? Fatte vedé!!!…
Dice-canta primma tu!!! Firmete!!! Chi si’???… Firmete…
‘A parola d’ordine!!! Chella segreta… Ricardo Reis forever for you…
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ZOOM ARTE - DEHORS
CRISTIAN CHIRONI, GIOVANNI OZZOLA, MARIA PECCHIOLI / CATERINA POGGESI, ENRICO VEZZI, dal 16 al 29 novembre 2008 a Scandicci.
Le città hanno bisogno di essere raccontate e di trovare, grazie allo sguardo di osservatori ispirati, il mito di se stesse. Scandicci, in linea con la propria vocazione alla contemporaneità, trova nel lavoro degli artisti lo specchio della propria anima nascosta che qui viene declinata in visioni, azioni e percorsi. Quattro artisti vengono chiamati a interpretare lo spazio urbano, scegliendo per la collocazione dei propri lavori spazi della città che appartengono a chi la attraversa quotidianamente: zone di transito, strade, luoghi di incontro. Quattro opere site specific lanciano segnali di richiamo in un dialogo aperto con Scandicci e con le sue luci.
Questa edizione di Zoom Teatro, nel segno di una pratica che contraddistingue le attività del Teatro Studio, allarga l’orizzonte verso operazioni esterne alla scena, o appena sul confine, sempre più labile, che separa le arti tradizionalmente definite sceniche dagli altri linguaggi della visualità contemporanea. Così il festival esonda e impegna la città punteggiandola di interventi che creano un segnale di continuità tra tutti gli universi creativi convergenti su Scandicci.
MOVIMENTI - Gesti di teatro necessario
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove
“Movimenti - Gesti di teatro necessario” è la nuova rassegna del Teatro Fondamenta Nuove che mette a confronto alcune delle più stimolanti esperienze del teatro contemporaneo delle ultime generazioni, attraverso un percorso di spettacoli, residenze, laboratori e incontri. Pensata in stretta collaborazione con Operaestate Festival di Bassano, con la consulenza artistica di Carlo Mangolini, “Movimenti” vuole costruire una riflessione a più voci su quelle che sono le linee e i temi più importanti della scena sperimentale di questi anni, in particolare sulle generazioni dei cosiddetti “Teatri 90″ e sulle più recenti esperienze raccolte in due pubblicazioni denominate “Iperscene”. Le compagnie dapprima presenteranno lo spettacolo, per poi entrare in residenza presso il teatro e presentare, al termine della stessa, una prova aperta a ingresso gratuito sul nuovo lavoro svolto, condotta da un critico che proprio su quella compagnia concentra i suoi studi. All’interno della residenza le compagnie terranno anche dei laboratori aperti a studenti e giovani, inseriti nel percorso “Esperienze” di Giovani a Teatro della Fondazione di Venezia. Formula largamente praticata nel resto d’Europa e solo da qualche anno impostasi anche in Italia, quella della residenza si è rivelata ideale nella soddisfazione delle esigenze degli artisti che sperimentano i linguaggi più innovativi di danza, musica e teatro: l’attivazione di una politica virtuosa di scambio tra luoghi e artisti - nella quale i secondi beneficiano della possibilità di lavorare e sperimentare negli spazi messi a loro disposizione, interagendo con le realtà locali attraverso workshop, laboratori, prove aperte, messa in scena di spettacoli nella loro fase di studio - si sta infatti rivelando come un modello culturale di straordinaria dinamicità, in grado di concretizzare meglio di molti altri sostegni produttivi più tradizionali il processo creativo e di confronto per le nuove generazioni di artisti. La prima parte della stagione - che proseguirà poi in primavera - vede protagonisti il gruppo n a n o u, Teatrino Clandestino e Babilonia Teatri.
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MOTUS: workshop a Mondaino
Non siamo una famiglia - prime indagini sulla ribellione di Antigone
workshop per attori, artisti visivi, performers, musicisti e scrittori condotto da Enrico Casagrande, Daniela Nicolo’, Silvia Calderoni, Nicoletta Fabbri, Vladimir Aleksic
Siamo affascinati da Antigone, da questo rapporto incredibile, questo potente legame privo di desiderio o questo impossibile, immenso desiderio che non poteva vivere, capace soltanto di sconvolgere, paralizzare, eccedere un sistema e una storia… (Glas, Jacques Derrida)
Scelgo il nome di Antigone per ricostruire-tracciare-delineare-delimitare-declinare il tema della rivolta nel contemporaneo, procedendo in modo per nulla esaustivo, ma frammentario e lacunoso… come fare del resto di fronte a questo nome che affascina e allontana? Non posso che dare forma a un fantasma privato, molto intimo e vacuo, appellarmi a lei come, per dirla con Hölderlin, un essere in comune sororale, di una comunita’ in cui il modo d’interagire peculiare ed esclusivo e’ quello che si ha con la sorella, alleata, confidente, amica criticamente fedele… E che muoia vergine e’ anch’esso segno inquieto di questa permanente natura sororale: non sara’ sposa per attendere alla legge paterna, ne’ madre, per continuita’ con quella materna. Unico letto di nozze, come ella stessa dice, sara’ la sua tomba: esce cosi’ danzando dalla rete delle genealogie e delle filiazioni. Antigone e’ la prima figura della storia dell’umanita’ che non e’ edipicamente centrata sul padre. Antigone non e’ una figlia! Si può dire che e’ un’eroina della Rivoluzione francese o un membro della fraternite’, associata (socius) al regime della fratellanza universale, ma figlia no. E questo era ed e’ fatalmente tuttora -ancor piu’ in Italia, terra dall’emancipazione familiare rallentata e arcaica - segno precoce di sovvertimento… E’ l’uomo o la donna della fraternita’ contro l’uomo o la donna della filialita’.
Antigone e’ dunque una figura politica, eminentemente politica.
Festival Automne en Normandie
NOUVEAUTE’ - TEXT EN FRANÇAIS - A’ Rouen continue le Festival Automne en Normandie jusqu’au 30 Novembre
“Premier grand rendez-vous de la rentrée culturelle en Haute-Normandie, le Festival Automne en Normandie, qui invite le théâtre, la musique, la danse et tous les arts de la scène contemporaine, se conjuguera en 2008 comme une manifestation à la fois ouverte sur le monde et à tous les publics. De par sa dimension territoriale, le festival a pour vocation d’irriguer la Haute-Normandie dans son ensemble en investissant les équipements culturels (théâtres des principales agglomérations : Rouen, le Havre, Evreux et Dieppe) comme les lieux du patrimoine extrêmement riches de la région (l’Abbaye du Bec-Hellouin, l’Aître Saint-Maclou de Rouen, la Cathédrale Notre-Dame du Havre…). Automne en Normandie 2008, c’est plus de 110 représentations d’une cinquantaine de spectacles différents dont 13 créations, présentées à travers tout le territoire dans 26 communes et 36 lieux de diffusion.
Avec 42 000 spectateurs en 2007 - soit 6000 de plus qu’en 2006 - et un public qui s’est sensiblement rajeuni, notamment grâce à un programme d’action culturelle ambitieux, Automne en Normandie est un festival dont l’ambition et le rayonnement s’affirment d’année en année. Théâtre, musique, danse, vidéo, lumières et flammes, cette troisième édition célèbrera le spectacle vivant dans toute sa richesse et sa diversité. Bousculant les chapelles refusant de cantonner chaque discipline à son pré carré, Automne en Normandie est définitivement transdisciplinaire associant des artistes venus d’univers radicalement différents et privilégiant des œuvres atypiques à la croisée des genres. Fils rouges au sein de la programmation, trois portraits d’artistes inviteront le public à un parcours dans l’univers de chacun d’entre eux :
Il gioco dell’intimità (Man is the Baby)
Deadline #7: forme della scena colte dal vivo su 13 di Beth Cassani visto a Gender Bender 2008
(di Giulia Palladini) I miei nipoti hanno quattro e sei anni. Ultimamente li osservo spesso intenti in un gioco che hanno inventato e che ripetono di frequente, senza aver l’aria di considerarlo un gioco, o forse solo un po’, distrattamente. All’improvviso e in momenti del tutto arbitrari, iniziano a ridere a crepapelle, per un tempo lunghissimo; la ragione per cui ridono, principalmente, sono alcune parole. Nomi comuni, nomi di cose, di persone o di luoghi scatenano in loro una reazione di riso inizialmente incontrollata. Dopo alcuni minuti è del tutto chiaro che stanno ridendo più di quanto sarebbe spontaneo per loro ridere, ma iniziano a godere del suono delle proprie risa e continuano a farlo, rinforzando reciprocamente l’intensità delle risate col guardare e l’ascoltare il proprio fratello continuare a ridere. Quando li guardo ridere per l’assoluto gusto di ridere, inizialmente mi lascio trasportare dall’ilarità ma dopo poco, con tutta evidenza, mi accorgo di essere fuori dal sistema delle loro risate. Perché sebbene le parole che i due bimbi ripetono all’estenuazione dopo un po’ non sono più così tanto divertenti neppure per loro, essi comunque condividono l’insensata durata del loro ridere di fronte alla lingua, possono ancora isolare del tutto le parole e costruire uno ‘stato d’eccezione’ per la propria divertita intimità. Tutto questo, sospetto, credo abbia a che fare con la particolarissima posizione in cui si trovano, quella dell’apprendimento di una lingua che conosce costrutti e relazioni, che spesso a loro ancora sfuggono, o che ignorano, o che possono giocare ad ignorare.
Nello spettacolo di Beth Cassani - presentato in prima nazionale all’interno del festival Gender Bender a Bologna - un processo simile sembra essere messo in atto, catturato dall’occhio della coreografa inglese che mette in scena i suoi due figli di età compresa tra i dodici e i quattordici anni. La forma dell’apprendimento, in questo caso, è quella del movimento corporeo, un movimento che l’adolescenza plasma alla soglia dell’età adulta e che nello spazio dell’intimità fraterna trova una zona di resistenza, di esplorazione. La performatività del genere maschile - condivisa dai due fratelli quantomeno sul piano dell’immaginario - viene accolta da Cassani come la lingua che i due corpi imparano a parlare, trascendendone però i limiti nell’atto stesso di sperimentarla. E’ dunque nel gioco della mascolinità che il maschile appare prima di tutto come travestimento, imitazione, posa, senza che per questo il gioco perda di soddisfazione, di ‘serietà’.
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Le vie dei festival 2008
Al via a Roma dal 14 novembre la quindicesima edizione del festival che propone il meglio dei festival della scorsa estate.
E’ alla sua XV edizione Le vie dei Festival, l’iniziativa ideata e organizzata dall’Associazione Cadmo, con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, che ogni anno, attingendo al panorama dei festival estivi, porta nella capitale nuove produzioni teatrali spesso anticipatrici delle tendenze più significative dell’imminente stagione. La rassegna ha sempre dato rilievo e visibilità a proposte produttive che si collocano spesso al di fuori dei circuiti più collaudati e che, così come i Festival da cui provengono, riflettono gusti e curiosità di un pubblico che, anche nell’andare a teatro, vuole confrontarsi con tematiche e linguaggi attuali. Tre gli spazi scelti per l’edizione 2008 de Le vie dei festival: il Teatro India – Sala A e Sala B (le uniche a Roma adatte ad ospitare gli spettacoli data la complessità degli allestimenti) e il Teatro Biblioteca Quarticciolo: ospitalità che si sono concretizzate grazie alla preziosa e indispensabile collaborazione del Teatro di Roma.
Quella del 2008 è un’edizione che preferisce puntare sulla qualità del livello artistico piuttosto che sulla quantità delle proposte e ha deciso di fermare l’attenzione su un Paese in Italia teatralmente poco conosciuto come la Lettonia, e in particolare su un regista che gode oggi di un grande prestigio internazionale: Alvis Hermanis e il suo New Riga Theatre. Un progetto impegnativo che prevede la presentazione di due tra gli spettacoli più significativi firmati dall’artista lettone, Sonja e Long life, preceduti da Le cinque porte, una conversazione che permetterà di approfondire la conoscenza di Alvis Hermanis: un incontro a cura di Gianni Manzella e della redazione della rivista Art’O (domenica 16 novembre alle ore 20.00, Teatro India).
Natura Déi Teatri 2008
La pazienza nella creazione artistica contemporanea sarà il filo conduttore della tredicesima edizione del Festival Internazionale di arti performative Natura Dèi Teatri che si svolgerà a Parma e a Colorno dal 14 al 20 novembre 2008. La direzione artistica è curata da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto di Lenz Rifrazioni.
“Paziente è colui che tollera, che sopporta senza lamento le avversità, il dolore ma è anche colui che soffre di una malattia e per questa è curato, è elemento passivo dell’azione di un altro. Avversità, dolore, malattia elementi costanti della contemporaneità, della vita umana e perciò dell’arte, della necessità espressiva di rappresentarne la forma, le figure e i contorni per contenerne la forza mortificante e tragica. Il lavoro paziente dell’artista avviene fianco a fianco del paziente/uomo al lavoro della propria sopportazione. L’arte è per necessità paziente come Giobbe perché concreta e, come l’uomo, mortale”. - Francesco Pititto
Dopo la rigorosa indagine della precedente edizione sulle Opere Turbate il festival, tematicamente ispirato a Opere Pazienti, focalizza l’attenzione su due luoghi simbolici del territorio parmense. Gli spazi ex-industriali di Lenz Teatro, posizionati al centro del progetto di riqualificazione urbana STU PASUBIO realizzato dall’MBM Arquitectes di Barcellona, e la Reggia di Colorno, complesso monumentale di alto valore storico e artistico che sarà sede di un’ampia installazione di visual e performing art durante i giorni del Festival. La manifestazione ospiterà esperienze teatrali, visive, performative e musicali che hanno saputo raggiungere alti esiti critici ed estetici nel panorama internazionale: oltre a Lenz Rifrazioni, che presenta due nuove creazioni in prima assoluta, Via Negativa, LaS Company, Paul Wirkus, Matteo Fargion e Jonathan Burrows, Eszter Salamon, Gustavo Sumpta, Habillé d’eau, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini.
Dopo aver svolto un lungo lavoro di promozione ed essere diventato un punto di riferimento nella rete delle manifestazioni di performing arts europee - nel 2005 Natura Dèi Teatri è entrato a far parte di IRIS (South European Association for Contemporary Creation) - il Festival, da questa edizione, procede lungo una nuova direttrice che ridefinisce le caratteristiche originarie della manifestazione per incentivare la capacità di interazione con il patrimonio storico, artistico e monumentale dei territori provinciali coinvolti. Un progetto che, quest’anno, restituisce massima attenzione al territorio di Colorno.
Zoom Teatro 2008
Dal 12 al 29 novembre a Scandicci, al Teatro Studio, si svolge ZOOM teatro 2008 - investigazione dei nuovi scenari teatrali, la rassegna giunta alla sua terza edizione.
E’ C.I.M. Nuove storie dal Manicomio del Mondo ad inaugurare ZOOM teatro 2008 - investigazione dei nuovi scenari teatrali il 12 novembre ore 21, uno spettacolo-evento che fonde il teatro/canzone di Simone Cristicchi con “Follia morale” di Gogmagog. Interpreti Simone Cristicchi, Tommaso Taddei ed Emiliano Terreni con musiche dal vivo. Le due settimane di programma del festival includono due tranches: ZOOM/SCENE SIMULTANEE dal 13 al 19 e il 29 novembre e ZOOM/SENSI E DISSENSI dal 21 al 28 novembre, che prevede lavori di Gogmagog, EmmeA’ Teatro e Teatropersona. 22 spettacoli e 20 compagnie si avvicenderanno sul palco di via Donizetti, molte le formazioni presenti per la prima volta, alcune di recentissima costituzione, con produzioni che mostrano le varie sfaccettature del nuovo teatro e che confermano Zoomteatro come una perlustrazione del nuovo, una finestra sul teatro emergente, un luogo di discussione. Nella sezione ZOOM/SCENE SIMULTANEE, il 13 novembre Gianfranco Berardi presenta Briganti, che ha ricevuto il premio “L’altro festival” a Lugano. Un lavoro che restituisce con efficacia la storia del brigantaggio meridionale, sostenuto da un’ottima prova d’attore. Dal 14 novembre fino al 19 e il 29, lo spazio scenico del teatro si divide in due per accogliere ogni sera due spettacoli in successione, il primo alle ore 21 e il secondo alle ore 22.30. Fibre Parallele, Officina Valdoca, Gli Omini, Teatro i, Le Signorine - 1, Virginia Virilli, Ilos costituiscono le nuove ospitalità della terza edizione, mentre Muta Imago, Zaches, Sutta Scupa, Menoventi, Babilonia Teatri, Mo-wan e Le Hormonas tornano a Scandicci con nuove produzioni e opere presentate nelle fasi conclusive.

