Il 29, 30, 31 gennaio a Ravenna si svolgerà il laboratorio H. ALFAVITA#1 (Immagini della realtà) - Wasteland, per testimoni attivi e attori. Organizzato all’interno del ciclo di laboratori a cura di Fanny & Alexander per Nobodaddy, il laboratorio è condotto da Daniela Nicolò, Enrico Casagrande e Silvia Calderoni di MOTUS, con la partecipazione di Chiara Lagani (F&A) e Rodolfo Sacchettini (Altre Velocità)
“Andiamo a intitolare il workshop con un rimando al poema di T. S. Eliot perché anch’esso nasce come domanda sulla realtà, ma è poesia, che sceglie di confrontarsi con una realtà frammentaria, disunita, preda del caos, dove ogni ipotesi di costruzione si configura come ri-costruzione dalle macerie… Attori e testimoni sono presenze che associamo alle figure di Antigone e Tiresia, che, sebbene nella tragedia non s’incontrano, ci paiono accomunate da una sorta di sguardo partecipante, che spinge ad agire, nel caso di Antigone, o a testimoniare, esponendosi nel dire e pre-dire, nel caso di Tiresia. La partecipazione al Fuori definisce una “singolarità aperta”, dilatata nell’ascolto dell’altro, spalancata alle possibilità del movimento. E’ come se Antigone fosse ricambiata dallo sguardo del fratello morto e Tiresia, cieco per aver troppo visto, fosse invaso dal Fuori. La separazione fra soggetti vivi e vedenti e oggetti morti, visti, è l’effetto invece di un rapporto di supremazia: è la violenza dello sguardo che gli Stati totalitari e del capitalismo avanzato impongono ai cittadini. Non a caso tutti i sistemi legislativi dei paesi ricchi hanno riformulato il corpo delle leggi in relazione alle forme di nomadismo, sia rispetto ai migranti, e ai vagabondi e ai Rom, che rispetto alle varie forme di follia. La perimetrazione dei territori, i nuovi concetti di frontiera e di appartenenza sono chiamati a funzionare come “oscuri supervisori” delle dinamiche ambientali, volti a sorvegliare gli spostamenti inattesi, le forme di aggregazione e di condivisione non catalogabili. Tutta la storia dell’occidente ha invece all’origine viaggi e migrazioni anche insensate e la stessa Antigone lascia il palazzo, gli affetti, l’amato Polinice, per seguire il padre Edipo in un peregrinare senza meta, mendicando, verso nulle part. Antigone e Edipo vengono accolti e ospitati ovunque, nutriti e rispettati, così come avviene per Tiresia. Oggi sarebbero unicamente dei reietti, soggetti alla legge della tolleranza zero.” (Da uno scritto poetico di Motus)
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