LSD - Laboratorio di Scrittura Deformante è uno spazio in cui si tenta una scrittura per lampi, fatta non di approfondimenti filologici o schedature estetiche dell’oggetto spettacolare, quanto di “fughe in avanti”, di spaesamenti, di originali perturbazioni. Una modalità “lisergica” dell’approccio critico.
Su Quore di Raffaella Giordano, visto a Roma al Teatro Palladium il 28 Gennaio 2009 - di Sarah Paroletti
“E io Tiresia ho pre-sofferto tutto. Ciò che si compie su questo stesso divano o questo letto; Io che sedei presso Tebe sotto le mura e camminai fra i morti che più stanno in basso. Accorda un bacio finale di protezione, e brancola verso l’uscita, trovando le scale non illuminate…” - The Waste Land, T. S. Eliot
Torinese di nascita ma internazionale ed eterogenea dal punto di vista della formazione, Raffaella Giordano inizia a studiare danza a 17 anni, presso la scuola Bella Hutter con le insegnanti Carla Perotti e Anna Sagna. Dopo soli due anni entra nella compagnia Teatro e Danza La Fenice di Venezia, diretta da Carolyn Carlson, mentre nel 1981 è nel Wuppertal Tanztheater di Pina Bausch, due maestre molto diverse che le hanno dato però gli strumenti per procedere da sola.
Le collaborazioni spaziano anche al di fuori del mondo della danza, infatti è del 1990 la partecipazione allo spettacolo Il Muro di Pippo Del Bono, del 1995 invece la parte nel film Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci, mentre nel 2003 è impegnata con Alessandro Baricco nella realizzazione del City Reading Project - Nove Notti, Cento Pagine, durante il RomaEuropa Festival. La sua attività di coreografa inizia già nel 1984, quando insieme a Michele Abbondanza, Francesca Bertolli, Roberto Castello, Roberto Cocconi e Giorgio Rossi fonda la Compagnia Sosta Palmizi, ricostituita nel 1995 come Associazione Culturale Sosta Palmizi, diretta solamente da Rossi e Giordano. Nel 1999, grazie al sostegno del C.N.D.C. L’Esquisse d’Angers e al Progetto Regionale ToscanaDanza, debutta con Quore. Per un lavoro in divenire, spettacolo che nel 2000 le vale il Premio Speciale UBU: «per aver gettato con il suo Quore. Per un lavoro in divenire uno sguardo critico sulla realtà e più in generale per il coraggio e l’intensità delle scelte coreografiche da lei operate nel suo teatro-danza al di là della danza». Le scelte operate dalla Giordano sono così ardite che questo spettacolo continua a colpire e a sollevare domande anche a dieci anni di distanza, poiché lo spiazzamento e l’incertezza che crea sono tali che investono ogni livello, di ricezione, di analisi e di critica. Sin dall’inizio esso si presenta inafferrabile, con l’impossibilità per lo spettatore di coglierne i confini temporali di inizio e fine, che si materializzano e si dissolvono come una nebbia, caratterizzando così ciò che avviene sul palco più come un evento che come uno spettacolo. In mezzo al vociare del pubblico la Giordano entra in scena, le luci della sala restano accese: primo smarrimento dello spettatore, che sottratto alla comoda condizione di voyeur solitario, è spinto a divenire parte di ciò che avviene, ad avvicinarsi, a sentirsi moltitudine e non più unità, a esser visto oltre che a vedere.
Continua a leggere ‘LSD #5 - L’attualità di un Quore di dieci anni fa’ »