Categoria: Appuntamenti

Nel Lago dei Leoni a Torino

nel-lago-dei-leoni.jpgMartedì 2 febbraio 2010, alla Cavallerizza Reale - Manica Corta (via Verdi, 9 - Torino), debutterà, in prima nazionale, NEL LAGO DEI LEONI da Le parole dell’estasi di Maria Maddalena de’ Pazzi con la drammaturgia e la regia di Marco Isidori, con le scene e i costumi di Daniela Dal Cin.

Lo spettacolo è interpretato da Maria Luisa Abate, Paolo Oricco, Anna Fantozzi, Stefano Re.
Nel lago dei leoni - prodotto dalla compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa con il sostegno del Sistema Teatro Torino - sarà replicato fino a domenica 7 febbraio 2010.

I grandiosi fenomeni di ordine estatico che contraddistinsero l’esperienza esistenziale di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi costituiscono il centro motore della nuova avventura spettacolare della compagnia. I Marcido (che nell’ultima stagione sono stati premiati dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro per … ma bisogna che il discorso si faccia! dall’Innominabile di Beckett) tengono in maniera molto speciale a questo loro tentativo di riduzione scenica di un’esperienza religiosa «che la modalità del vivere contemporaneo sembrerebbe escludere - scrive Marco Isidori - dal novero delle potenzialità esistenziali nelle quali si può incorrere durante la quotidiana ordinarietà della vita. Ci siamo però dovuti accorgere, nel corso della preparazione dello spettacolo, che ciascun “punto” maddaleniano, anche il meno direttamente collegabile con un problema dell’oggi, si faceva nello studio e nella meditazione “Punto” fermo per comprendere e meglio valutare non soltanto la dimensione storico/politica dell’essere, “essere umano”, ma quella che più propriamente, anche se certo ambiguamente, ne conveniamo, dobbiamo chiamare dimensione “metafisica”. È questo il Punto che la nostra fatica di teatranti deve, e speriamo possa comunicare con chiarezza e dignità scenica».

«Una vicenda - dichiara la Compagnia - affascinante quella di Santa Maria Maddalena, per il secolo Caterina Lucrezia, la suora carmelitana appartenente all’autorevole famiglia de’ Pazzi, che, alla fine del Cinquecento, nella clausura del convento di Santa Maria degli Angeli, in San Frediano, a Firenze, sorprese e spaventò le consorelle con un’infilata di estasi di natura sconvolgente per l’intensità emozionale che ne caratterizzò sia la forma esteriore che la profondità inconsueta raggiunta dal dettato teologico. Ciò che soprattutto risultava anormale nella pur già scontata eccezionalità del fenomeno estatico era la dilagante verbalità con la quale Maddalena esprimeva il suo contatto con il divino. La sua “uscita dal mondo” assumeva contorni decisamente barocchi, quasi il rilievo sconcertante di una rappresentazione teatrale».

Info: www.teatrostabiletorino.it