Marconcini porta a Buti ‘Coco’ di Koltès
L’Associazione Teatro Buti e la Fondazione Pontedera Teatro presentano Coco, il nuovo spettacolo di Dario Marconcini, su testo di Bernard Marie Koltès. Sarà in scena al Teatro comunale Francesco di Bartolo di Buti dal 26 febbraio al 1 marzo.
“Dopo l’Amleto continua la nostra indagine sui testi teatrali di Koltès, poco conosciuti e poco rappresentati.Coco è l’ultimo che ha scritto, tanto da non avere avuto il tempo di finirlo; ci resta questo frammento che come tale ha tutto il fascino dell’incompiuta, come una sonata a cui manchino le ultime note. Ma cosa c’entra Koltès con Chanel, questa signora che con le sue creazioni di moda ha segnato e cambiato la storia del costume del ‘900, oltre ad incrociare nel suo percorso e a divenirne amica artisti come Picasso, Diaghilev, Cocteau, Artaud, Bresson, Stravinskji?Cosa c’entra con quelli che sono stati i temi dominanti dei suoi testi come l’emarginazione, la perdita di identità, lo smarrimento, dure contese ai confini del deserto o nelle periferie delle metropoli?
Qui non è quel mito che interessa a Koltès ma piuttosto il suo disfacimento, la sua caduta, il suo degrado, il suo vaneggiare prima della morte; è come nelle tragedie il tema della morte dei re dove la solitudine terribile, pregna di memorie lontane e di sogni, è la sola compagna sulla via del distacco da questa terra.Questo testo così breve nasconde, oltre al conflitto servo/padrone, oltre a ricordare un finale di partita dove la partita a scacchi è persa in partenza, un grande scontro fra un mondo che finisce e che fa pensare al mondo degli dei e alla sua caduta, ed un altro mondo che è pronto a possedere quello spazio che sarà abbandonato con tutta la crudeltà, animalità e anche fredda determinazione di una nuova generazione senza memoria.E questo accade in un dialogo ingannevolmente quotidiano, probabilmente senza speranza e senza fede, ma non senza nobiltà. (Dario Marconcini)
“La pièce viene definita un testo rimasto in stato di progetto e che porta una dedica a Coco Chanel. Si dice che faccia parte dei tanti progetti lasciati in sospeso da Koltes. Esistono 3 frammenti di questo testo che portano i titoli:
- Scena dolce
- Scena della cattiveria di Consuelo
- una terza scena senza titolo.
Tutte e tre le scene sono dialoghi tra Coco Chanel e la sua domestica Consuelo. Nella scena dolce, Coco rimprovera a Consuelo di essere troppo civetta, prima per il rossetto paragonato ad un barattolo di vernice, poi per i tacchi, fanfara che annuncia l’arrivo di una donna. Consuelo cerca di difendere i punti di forza delle donne. Alla fine nel secondo frammento, lei gli chiede cosa può importarle, dato che Coco morirà, Consuelo si ribella alla sua condizione di domestica e rifiuta di mettere a posto qualsiasi cosa in casa dato che la padrona di casa è morente. Nell’ultimo frammento senza titolo, Consuelo chiede alla sua padrona di essere dolce con lei, le promette di non lasciarla fino alla sua morte sempre più vicina. E’ sorprendente che il terzo frammento sia il seguito dei primi due (Alessio Pizzech).
