Shirin Neshat incontra il pubblico al MAMbo
Sabato 6 marzo alle ore 18.00 Shirin Neshat incontra il pubblico al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. A seguire anteprima del film Donne senza uomini al Cinema Lumiére.
Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna è lieto di ospitare Shirin Neshat, artista di primo piano della scena mondiale. L’incontro, aperto al pubblico, è primo di una serie che proseguirà in altri musei e gallerie quali il MADRE di Napoli, il MACRO di Roma, Lo Schermo dell’Arte di Firenze e Marco Noire Contemporary Art di Torino. L’artista iraniana (Qazvin, Iran, 1957), autrice di video-installazioni a tema politico e sociale insignite di numerosi riconoscimenti, tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1999, parlerà del proprio lavoro, soffermandosi in particolare sul suo esordio cinematografico con il film Donne senza uomini. L’incontro si terrà nella Sala conferenze del museo con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Presenterà Gianfranco Maraniello, direttore del MAMbo. Alle ore 20.00 il lungometraggio, che ha visto Shirin Neshat premiata con il Leone d’argento per la regia all’ultimo Festival del Cinema di Venezia, sarà presentato in anteprima al Cinema Lumiére (via Azzo Gardino 65), a cura della Cineteca di Bologna (iniziativa aperta al pubblico, al normale prezzo del biglietto). Introdurrà la stessa Neshat, con la partecipazione di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini.
La conferenza e l’anteprima si svolgono grazie alla collaborazione con BIM DISTRIBUZIONE.
Donne senza uomini, un film di Shirin Neshat con la collaborazione di Shoja Azari (Zanan-e Bedun-e Mardan, Germania-Austria-Francia/2009) tratta della terribile estate del 1953 e del golpe che pose le basi per la Rivoluzione Islamica del 1979. La pellicola è ispirata al romanzo di stampo realista-magico di Shahrnush Parsipur, alla quale è stato chiesto di
partecipare al film come attrice. All’autrice il libro costò il carcere già alla sua prima uscita nel 1989 e che in Iran è tuttora bandito. “Posso solo sperare che Donne senza uomini, un film in linea con la mia impostazione artistica globale e nomade, offra un piccolo contributo al vasto racconto della storia contemporanea dell’Iran, ricordandoci la voce di una nazione che fu messa a tacere nel 1953 da poteri interni ed esterni e che è tornata a levarsi con un tono assordante”. Con queste parole Shirin Neshat definisce gli intenti e le motivazioni che hanno mosso questa avventura, iniziata nel 2004, con i video sui singoli personaggi del romanzo della Parsipur, diventati poi un’installazione unica in più ambienti, in cui i video venivano “montati” dal visitatore attraverso i suoi passaggi da una stanza all’altra. Alla base della versione cinematografica invece c’è invece la volontà di proporre una narrazione lineare, in equilibrio tra un film tradizionale e la strutturata estetica visiva dell’artista: “La sfida più grande è stata trovare un modo per fondere il mio lessico artistico nel linguaggio cinematografico. Mi sono resa conto di aver sottovalutato le difficoltà insite nel ritmo, nello sviluppo della storia, nel dialogo e in molti altri
elementi connessi. In un film non bisogna mai perdere il filo della storia e a volte devi scartare delle sequenze visive splendide perché distraggono troppo”.
Lo sviluppo del personaggio richiesto dal film ha animato la statuarietà dei protagonisti dei lavori più strettamente artistici di Shirin Neshat, portando l’artista a scavare “nei loro mondi e nelle loro mentalità” regalandole “un’esperienza del tutto nuova” che ha portato ad un’opera in cui sono confluite tutte le influenze e le esperienze della sua vita artistica e umana.
Shirin Neshat nasce il 26 marzo 1957 a Qazvin, Iran. Le sue personali sono state ospitate, tra gli altri, alla Tate Gallery di
Londra, al Guggenheim Museum di New York, al Museo d’Arte Contemporanea di Atene, alla Serpentine Gallery di Londra, alla Kunsthalle di Vienna e al Museo d’Arte Contemporanea di Hiroshima. Donne senza uomini è il lungometraggio con cui debutta nella regia cinematografica.
Per ulteriori informazioni:
http://www.mambo-bologna.org
