Categoria: Appuntamenti

In Forma di Festival

rimpicciolita2.pngDal 10 giugno è iniziato: IN FORMA DI FESTIVAL, che avrà luogo a Castelfranco Veneto (TV) fino al 1 Luglio 2010.

Si tratta di una progetto di accoglienza di idee e creazioni artistiche legate all’azione performativa (principalmente teatrale, ma anche coreografica, musicale e video), che ha preso avvio nel 2003 ed è fortemente connesso con la nascita e la crescita del progetto teatrale di Anagoor.

Sin dalla scelta del nome, Anagoor (città fittizia del celebre racconto breve di Dino Buzzati “Le Mura della Città di Anagoor”), il progetto si profila politico, per la città, raccogliendo e nutrendo le energie creative di alcuni artisti del teatro e delle arti visive del territorio. È per il territorio che sono immaginate le attività proposte alla cittadinanza di Castelfranco –città madre e sede legale dell’associazione dal 2000-, prima, e di Resana –sede de La Conigliera, teatro e quartier generale della compagnia dal 2008-, poi. Obiettivo, la diffusione dei linguaggi contemporanei più avanzati in un territorio carente di esposizione alle nuove sintassi della scena.
Nessun intento presuntuosamente didattico, piuttosto una condivisione critica e una diffusione per contagio.
Diversi i fronti di azione:
la formazione del pubblico più giovane e il lavoro costante con le scuole (in questo senso l’esperienza più che decennale della conduzione del laboratorio del Liceo Giorgione, tra i più longevi e all’avanguardia in tutta la Regione, da cui sono emerse figure di spicco della stessa compagnia Anagoor, descrive perfettamente una parabola di crescita artistica con risvolti professionali alti e quindi una ricaduta positiva di un impegno portato avanti con costanza);
l’attività di creazione e produzione che dal 2007 ha ottenuto numerosi consensi sul panorama nazionale culminando nella prestigiosa Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2009 con lo spettacolo Tempesta;
il progetto di accoglienza, per l’appunto, che giunge quest’anno alla sua VIII edizione. Una vetrina che gioca con la forma del festival (talvolta, ma non sempre, assumendone anche i ritmi serrati –più giorni consecutivi), ma che rimane di fatto un piccolo progetto a tema che si inserisce nell’alveo di in un festival più grande, Operaestate Festival Veneto, di cui il progetto di Anagoor si fregia dell’egida e della congiunta capacità promozionale.
Ogni anno, dunque, un tema diverso, un titolo diverso, una veste grafica diversa a tracciare le linee di un’idea che può essere una riflessione formale, un’interrogativo politico, una provocazione filosofica.
Ospiti gli anni scorsi alcuni dei nomi più interessanti della scena italiana:
Fanny&Alexander, Pathosformel, Teatrino Clandestino, Claudia Castellucci e la Stoa, Babilonia Teatri, Santasangre, Sonia Brunelli, Dewey Dell, Giorgio Rossi e Sosta Palmizi, Plumes dans la tete, Rodisio, Città di Ebla, Teatro Disumano, Snejanka Myhailova, Piersandra Dimatteo, Zapruder Filmakersgroup, Carloni e Franceschetti, Giuliana Musso, Mirko Artuso e molti altri.
Un minifestival che è diventato un appuntamento riconosciuto dell’estate castellana, faro per gli appassionati di teatro e tutti i curiosi nella provincia di Treviso e non solo, per la posizione strategicamente baricentrica delle due principali location della manifestazione: il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto e La Conigliera di Castelminio di Resana.
YOU ARE HERE.

Il festival quest’anno intende orientare la riflessione sulla questione della memoria, senza rivolgersi alla tradizione.
Cosa significa ricordare, archiviare, preservare dall’oblio?
E come mettiamo in atto oggi le scelte critiche su cosa conservare alla memoria e cosa lasciare andare?
Come si trasforma la memoria? Che mutazioni subisce?
Abbiamo invitato cinque compagnie a presentare altrettanti lavori che affrontino il tema della memoria    da punti di vista alternativi.
Non solo il metodo di archiviazione totale del presente, come proposto dai Babilonia Teatri che poi rigurgitano un blob indistinto, irriverente, caustico, che è la fotografia pornografica (perché morbosamente interessata ai dettagli sordidi e triviali) di come siamo ora.
Ma anche la visione narrativa dei Muta Imago di una vita autentica (quella di Lev Zasetsky, soldato Russo della Seconda Guerra Mondiale), in cui ogni ricordo è ridotto ad un cumulo di macerie e frantumi a causa dei traumi fisici e psicologici.
O ancora la memory box dolente, sarcastica e cinica del Teatro Sotterraneo, che racconta di un’imminente fine della specie e del vano e tragico tentativo di fissarne la storia della civiltà, dei costumi, degli evanescenti e commoventi gesti quotidiani. Una ricerca disperata di memoria in lotta contro il tempo.
(Questi primi tre lavori sono accomunati dalla vittoria di un Premio Ubu Speciale 2009 - uno dei più importanti premi del sistema teatrale italiano - come novità)
L’indagine prosegue con altri lavori che mettono il corpo al centro della ricerca come antenna ricevente capace di raccogliere le onde sismiche o sarebbe meglio dire mnestiche: i corpi di Andrea Fagarazzi e I-Chen Zuffellato, innanzitutto, che, in IO LUSSO, si fanno simulacri rammemorativi dei nostri corpi presenti e delle nostre identità squassate dai desideri indotti, una fame bulimica coatta, verso oggetti esterni sempre futuri, irraggiungibili o mai appaganti; infine i corpi delle performance di Plumes dans la tete: Lorenzo Senni, in primis, percussionista e performer, in OGNUNO HA IL SUO FANTASMA, traccia un movimento di tale virtuosismo e vigore da imprimere nel tempo un’impronta del gesto capace di lasciare una scia.
Un ricordo di sé nello spazio ormai vuoto. Un fantasma appunto.  Una memoria.
Come un leitmotiv delle serate un’installazione audio di Jacopo Lanteri accoglierà il pubblico: frammenti audio di memoria collettiva italiana, legati a questi ultimi trent’anni di storia, nei quali il ricordo viene slegato dall’essere rappresentativo per riappropriarsi di una dimensione originaria della parola.

Info: http://informadifestival.pjoon.com/home

Foto di Paolo Rapalino