Incontri al DAMS di Bologna
I Laboratori DMS di via Azzo Gardino 65a, Bologna, ospitano oggi e domani pomeriggio, ore 16, due incontri ad ingresso libero. Oggi il tema sarà BOLOGNA - NAPOLI 1:1, Geografie della critica nelle asprezze del “quotidiano”, incontro con Massimo Marino e Stefano de Stefano, a cura di Vanda Monaco Westerståhl e Adele Cacciagrano. Domani alla stessa ora sarà la volta di TEATRO E NEUROSCIENZE, L’apporto delle neuroscienze cognitive a una nuova teatrologia sperimentale, a cura di Francesca Bortoletti, con la presentazione del n. 16 di Culture Teatrali; interviene Vittorio Gallese (nell’ambito de IL TEATRO DEI LIBRI, a cura di Marco De Marinis).BOLOGNA - NAPOLI 1:1, Geografie della critica nelle asprezze del “quotidiano” - Dopo un ventennio in cui la critica teatrale ha presenziato inerte alla riduzione degli spazi di intervento, negli ultimi anni si assiste alla rivendicazione, quando non alla costituzione ex-novo, di luoghi performativi per la critica militante. La battaglia, iniziata con la coraggiosa esperienza di alcune riviste specializzate prima di invadere le frontiere tracciate dal web, torna, oggi, a riversarsi in teatri e festival che promuovono momenti di discussione aperti al pubblico per riecheggiare dalle colonne locali di quotidiani nazionali in un discorso sul teatrale che investe in primo luogo la polis e il territorio, senza rinunciare per questo a riflessioni di gittata (trans)nazionale.
Il Corriere della Sera di Bologna e Il Corriere del Mezzogiorno di Napoli, scelti come exempla della controtendenza in atto, sono tornati a garantire uno spazio espressamente dedicato alla critica di eventi performativi permettendo, così, alle penne di Massimo Marino e di Stefano de Stefano di fare da giusto contrappeso alle realtà micro e macro-teatrali intercettate sui rispettivi campi di osservazione.
BOLOGNA-NAPOLI 1:1 è un viaggio di ricognizione negli interstizi della critica fatta sul quotidiano. Sul filo teso tra le due città, un agone tra critici di diversa provenienza ed estrazione tenterà di sezionare un campo d’azione per nulla esaustivo o totalizzante, ma sensibilmente reattivo a geotipi e zone rosse di sommovimento.
L’incontro, per statuto, si autocensura dal tema della “mancanza” in tutte le sue molteplici declinazioni. Esclusa la possibilità di appellarsi alla scarso spazio riservato dai media così come al mancato dialogo con operatori e artisti o alla condizione di solitudine in cui il critico si troverebbe ad operare, l’obiettivo da mettere a segno è la possibilità stessa di tracciare delle geografie dell’esistente che possano evidenziare, come tante cartine al tornasole, quelle pratiche che, nate all’interno di angusti limiti, hanno saputo escogitare modalità inaudite di (re)azione all’ambiente.
TEATRO E NEUROSCIENZE, L’apporto delle neuroscienze cognitive a una nuova teatrologia sperimentale - L’incontro fra il teatro e le scienze si è consolidato negli ultimi trent’anni anche grazie a una serie di importanti iniziative internazionali, sovente promosse da uomini di teatro o da teatrologi che hanno contribuito a sviluppare la discussione sulle basi neurobiologiche delle arti performative.
Se allarghiamo lo sguardo, oltre il campo teatrale, ai dialoghi intessutisi negli ultimi decenni fra Arti, Estetica e Scienze, non possiamo dimenticare almeno: lo Strutturalismo biogenetico dei neuroscienziati Andrew Newberg e Eugene D’Aquili; gli studi di Neuroestetica di Semir Zeki e Vilayanur S. Ramachandran (con speciale riferimento alle arti visive); le ricerche di William Beeman sugli aspetti evolutivi della performance; gli studi di Antonio Damasio sulle emozioni, condensabili nella teoria del marcatore somatico; le ricerche condotte da Giacomo Rizzolati, Vittorio Gallese e altri, che hanno portato alla scoperta dei neuroni specchio, considerati alla base dell’interazione sociale e dell’empatia.
Questo numero di CT pubblica gli interventi proposti nel corso di un seminario interdottorale di ambito internazionale, sul tema “Teatro e neuroscienze”, da alcuni degli studiosi menzionati in precedenza, e inoltre da Ivar Hagendoorn, coreografo olandese e Madeleine Barchevska, fondatrice del BioArt Theatre Group. Completano il numero i contributi di Antonello Colimberti, Nicole Daunic, Maria Giulia Guiducci. Il seminario è stato promosso dalla Scuola Superiore di Studi Umanistici (presieduta da Umberto Eco) e dal Dottorato in Studi Teatrali e Cinematografici, coordinato da Marco De Marinis, e si è svolto nella primavera del 2007.
