art’O 29

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art’O  29 – Il colore viola è dedicato alla politica, a partire da una suggestione precisa: interrogare e far risuonare la Costituzione della Repubblica Italiana.
Abbiamo chiesto a ciascun artista, studioso, curatore chiamato a contribuire di trarre dalla Carta un articolo, una parola, un’idea guida e metterla alla prova del pensiero sull’arte.
Ne è risultata una trama complessa, composta di molte direzioni, di fughe e di ritorni su alcune parole precise, di un accanimento utopico in cui l’altro mondo possibile si salda a quello già immaginato dalla Costituzione, e che solo andrebbe realizzato.
Tra i contributi presenti, Jurgita Staniskjte con un saggio sulla scena della performance baltica in epoca post-sovietica, sul ruolo che la censura ha esercitato nella scena e sulle conseguenze che la democratizzazione delle politiche culturali ha comportato.
Roberta Gandolfi introduce, presentandone un ampio stralcio, il testo della teorica americana Jill Dolan su Utopia in performance, mentre il teorico e storico Freddie Rokem analizza la sfera pubblica a partire dalla sua manifestazione estetica nei colori del tricolore italiano.
Daniela Nicolò, riferendosi al lavoro dei Motus su Antigone, interroga l’imperativo dell’inviolabilità della libertà personale, mentre Fabrizio Arcuri affronta il tema del lavoro collettivo e della scena in quanto polis.
art’O#29 dedica ampia attenzione alla scena internazionale ospitando contributi su Jan Fabre, René Pollesch, il Belarus Free Theatre, Taylor Mac, Mark Tompkins, senza trascurare il panorama italiano, specie quello più giovane, con un contributo di Paolo Ruffini su Teatro Sotterraneo.
I saggi di Viviana Gravano, Giulia Grechi e Monica Nannini guardano alla politica dell’allestimento museale, alle arti visive e alla grafica, trattando rispettivamente del museo Lombroso, delle opere di Georges Adéagbo e delle esperienze della grafica politica di Le Quernec e Inkahoots.
L’expanded room è occupata da un lavoro di Coco Fusco in forma di manuale illustrato che denuncia le forme di interrogatorio praticato dalle inquirenti donne impegnate a Guantanamo.